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Tempesta e bonaccia nella nostra vita

InfoOggi.it – Egidio Chiarella - La preparazione al Natale non può non consegnare al mondo un cristiano pieno di gioia. San Paolo sprona l’uomo a capire che il Signore è presente in mezzo a noi e che attende le nostre richieste o suppliche per aiutarci a superare affanni e momenti di delusione, nonché di affaticamenti fisici e spirituali. È questa unità di sostanza che può stravolgere la vita quotidiana, sottraendola alla tristezza personale e sociale e facendo concretizzare, nella testa e nel cuore di ognuno, ciò che già per Volontà eterna faccia parte dell’universalità umana. Eppure si fa fatica ad entrare in questo percorso del tutto agevole e da tutti percorribile, nel momento in cui si decida di partire osservando quel minimo di moralità che predisponga ognuno alla vera rettitudine del cuore.

Un avvio che apre le porte alla moralità dettata da Cristo non più da guardare come fosse un obbligo difficile da seguire, ma un mezzo che domina su ogni tempesta burrascosa. Scrive tra l’altro il teologo: “Né si dica che chiedere quanto Cristo chiede è rigidità. La morale secondo Gesù è rigida perché non la si osserva, perché si è separati dal suo mistero e dallo Spirito Santo”. Chi vive la gioia cristiana ha tutte le carte in regola per rendersi conto quanto la stessa morale di Cristo sembri “dolce, soave, leggera”. Cosa diversa se i parametri in campo siano quelli della società dei consumi, in cui ogni rinuncia viene additata come un motivo centrale di depressione quotidiana. Il terreno così fragile è più esposto alle intemperie del giorno e meglio propenso ad indirizzare i pensieri di ognuno verso direzioni contraddittorie dove è facile impantanarsi….

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