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Pensiero unico, diritti umani e testimonianza attiva!

Riva del Garda 9-11- Maggio 2014 – Congresso nazionale Slow Food – Intervento di Egidio Chiarella (Comitato scientifico Condotta Lamezia Terme – CZ -  Fiduciario Antonello Rispoli)

chiarella a slow food 3

chiarella a slow food 2Il cibo è cultura. Gli alimenti sono dei beni culturali che fanno parte dell’ecosistema sociale; patrimonio e tradizioni delle identità locali da difendere! L’alimentazione, inoltre, dovrebbe diventare il nutrimento consapevole globale del corpo e dello spirito, per una qualità della vita pregevole. È perciò saggio sottolineare alcuni aspetti dell’intervento del presidente Carlo Petrini alla Conferenza Internazionale “Il valore dell’Europa”. Il suo è stato un vero grido di allarme in cui ha evidenziato come l’umanità rischia di morire schiacciata, sotto il peso enorme del pensiero unico della grande distribuzione. Non bisogna certo meravigliarsi se c’è sintonia con le parole di Papa Francesco proprio sulla dittatura del pensiero unico! Modello esistenziale quest’ultimo che distrugge la speranza e appanna il futuro libero dell’umanità! I grandi pensieri convergono sempre quando ci si impegna a tenere la dignità degli esseri umani al riparo dalle distorsioni della storia. Su questa rotta si mantiene l’impegno del nostro fondatore e di quanti hanno scelto l’impegno civile e culturale di Slow Food: Ridare valore al cibo e alla virtù umana che lo accompagna; al lavoro agricolo per la difesa dell’identità dei territori e i giovani protagonisti; all’artigianato alimentare in una sfera di competenze e di sovrastrutture, per allargare lo spettro dei propri confini; all’educazione alimentare chesana la salute, rispetta il paesaggio, rafforza l’economia locale, abbatte la pubblicità alimentare preda di altri criteri.

La saggezza di chi lavora per slow food  suggerisce perciò che urge reagire, vigilare, porre ogni attenzione sul pericolo del pensiero unico. Ci indica quella rivoluzione culturale per la creazione di una mentalità diversa e plurale. Il nostro obiettivo non è allora di tipo economico, ma politico, in grado di incidere concretamente nelle scelte centrali che determinano i modelli di vita alimentare. Da qui, riflessi sulla qualità del cibo e sul sistema sociale e quello dei diritti umani. Slow food deve poter coniugare volontariato e professionalità per intestarsi le sfide che avrà dinanzi. Volontariato inteso come realizzazione civica e non come supplenza di quei settori che hanno i mezzi reali per incidere nel cambiamento. Professionalità, volontariato e soggetti istituzionali assieme nel difendere valori come il piacere del cibo, la convivialità, ma anche la diversità, la libertà, l’accoglienza, l’ascolto, la ricerca dello stare bene, la legalità, la centralità del proprio territorio. Non ultimo il valore cristiano del cibo, inteso come capacità relazionale e spirito di condivisione all’interno delle nostre comunità.

Per raggiungere qualunque serio obiettivo fa sempre differenza la testimonianza attiva dei singoli. Permettetemi di fare in proposito un riferimento personale su Silvio Greco, per un tratto di strada fatto assieme negli 2008 – 2010 all’interno delle istituzioni regionali Calabresi. Un impegno, quello di Silvio, in qualità di assessore all’Ambiente, legato all’inquinamento per la presenza di sostanze radioattive e di rifiuti pericolosi in alcune zone della regione. Dura fu la sua posizione contro la criminalità organizzata, rispetto soprattutto alla nave dei veleni che, da più fonti autorevoli, si ritenne  presente nel fondale marino di fronte alla costa tirrenica calabrese. In quell’occasione si schierò dalla parte del diritto dei calabresi ad avere un mare pulito e una agricoltura di qualità, richiamando il rispetto dell’ambiente. Chiudo dicendo che il sistema economico e produttivo vigente necessita di andare sempre più veloce, ma la velocità se da una parte guida il progresso, dall’altra distrugge  principi e valori  nati con l’uomo. La velocità dei tempi va quindi coniugata con la lentezza, intesa come memoria e capacità di far emergere la sacralità del lavoro, alla base della produzione del cibo e della sua qualità. Lavoriamo perciò tutti assieme e in rete,valorizzando le diversità, per rafforzare le condotte, anima e futuro di slow food, puntando ancora di più sulla nostra Università e sulla Scuola pubblica e privata. Su questo fonte, in particolar modo, la mia volontaria collaborazione sarà completa. Ringrazio il fiduciario Antonello Rispoli e il segretario regionale Nicola Fiorita, di cui condivido l’intervento, per avermi dato la possibilità di essere delegato, da matricola slow food, a questo importante congresso. Appuntamento nazionale ricco di significativi contenuti e partecipazione responsabile senza precedenti. Fuori infatti  regna il populismo e l’indifferenza ai temi centrali della vita umana, quale quello di assicurare a tutti la possibilità di accedere ad un cibo Buono, pulito e giusto. Impegno necessario per contribuire alla tutela della dignità di ogni uomo, oggi seriamente compromessa. Grazie e Buon lavoro!

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