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Non lasciare mai nel cassetto il proprio carisma

Riflessione in Pausa – Egidio Chiarella.it –  È forse essere bigotti o arretrati affermare senza alcuna remore che mai l’uomo debba disubbidire al suo Signore per fare la volontà degli uomini? Non si vuole con questo interrogativo tendere una sfida contro qualcuno, ma di sicuro si vuole dare una risposta chiara a quanti, pur essendo credenti, hanno messo la loro vita in mano ad altri.

Una resa senza dignità che avvilisce nell’uomo il suo naturale splendore, fiore all’occhiello di che obbedisce al suo Signore. Chi ha il cuore in pace deve di riflesso sapere ubbidire al proprio carisma, manifestato in ognuno dalla volontà del Padre. Un passaggio importante per dare il proprio contributo alla rinascita di un tempo in caduta libera che nessuno, senza Dio, è in grado di fermare. Ma l’uomo è fedele al dono soprannaturale avuto nel progettare e pensare la sua vita?

La risposta purtroppo non è positiva perché si continua sempre ad indebolire il proprio carisma, consegnandosi all’intenzione degli altri. Ma c’è ancora di più! Spesse volte nelle comunità e nelle singole persone emerge la scusa che venga loro impedito dall’esterno di seguire e di compiere i propri carismi. Può qualcuno dal di fuori frenare l’energia di un carisma personale o di comunità? La risposta necessaria e puntuale la troviamo in un illuminato appunto teologico:

“Ognuno può spegnere lo Spirito Santo nel suo cuore, nella sua mente, nei suoi pensieri, nella sua volontà e anche nella sua intelligenza. Mai lo potrà spegnere in altre persone. Lo potrà spegnere in coloro che vogliono che sia spento, perché da costoro non ravvivato, non rafforzato, non curato. Nessuno può spegnere lo Spirito Santo in un’altra persona. Gesù è stato aggredito con ogni falsità, menzogna, calunnia, insulto, sputo, percosse, flagelli, ma nessuno è riuscito a spegnere lo Spirito Santo in Lui. Neanche con la crocifissione sono riusciti a spegnerlo”.

Questo pensiero così essenziale e pedagogico offre al lettore la possibilità di rivedere due punti centrali della vita personale.

cassetto 2Il primo sottolinea con forza come nessuno al di fuori di sé stessi sia in grado di interrompere o di colpire i propri carismi. Le paure che accompagnano questa comune convinzione sono destinate ad ampliarsi e a rendere la vita di un uomo piena di problemi e di fantasmi pericolosi.

Non sono quindi altri soggetti i responsabili degli affanni quotidiani di chiunque, se non si è stati in grado di obbedire a pieno al proprio carisma, specchio di serenità assoluta del corpo e dell’anima. La responsabilità è soltanto personale.

Il secondo punto da rimarcare è che solo il singolo individuo ha la possibilità di spegnere lo Spirito Santo nella sua mente, nel suo cuore, nel suo intelletto, nella sua risolutezza e nei suoi pensieri. Mai e poi mai potrà fare la stessa cosa in altre persone, se non in coloro che vogliono il proprio carisma sia bloccato, non custodito, non protetto, non vissuto.

Mettere in azione il proprio carisma è quindi fondamentale, se non si vuole una vita invasa da “demoni ballerini” e da cattivi pensieri, frutto non dell’ingerenza altrui ma solo da ingiustificate paure personali. L’altro il danno lo può fare solo su stesso, se decide di affievolire dentro la voce dello Spirito santo e di appannare i carismi avuti in dono.

Se non si crede in Dio e non si vive nella Parola si rischia anche di trovarsi a combattere per la difesa di carismi inesistenti personali o comunitari.  Aspetto non secondario che portera inevitabilmente al dispendio di energie positive e al raggiungimento di porti sbagliati. Si tratta di risultati visibili appena l’uomo decide di avallare posizioni e richieste che tradiscono l’armonia della natura e contribuiscono alla promozione di false ideologie, ricamate oggi con il miele del sentimentalismo e calibrate con il quieto vivere del relativismo.

I carismi inesistenti perché costruiti a tavolino nascono per rispondere artatamente ai bisogni della gente. Basta pensare alla politica, al mondo dello spettacolo ecc., ma anche alle realtà di piccole dimensioni nelle quali si svolge la maggior parte della quotidianità comunitaria e individuale. Leggo: “Se un contadino coltiva una vite, di certo non potrà sperare di raccogliere fichi da essa. Se la vite non produce fichi, non può accusare il contadino di aver soffocato il suo carisma, perché il suo carisma è quello di produrre uva, non fichi”.

C’è quindi necessità di rivedere la propria vita e tirare dal cassetto il carisma o i carismi ricevuti in dono dalla nascita, ristabilendo il contatto pieno con il Signore e la sua Parola.

Non si avrà di conseguenza più paura dell’altro; non si cadrà nella stoltezza di sostenere possibili carismi falsificati da altri; si rimarrà connessi con il proprio carisma, intoccabile dall’esterno. Si rispetterà la Parola del Padre donatore partecipando in prima linea a quel cambiamento di cui l’uomo si riempie la bocca, mentre tutto intorno a lui va spedito per la direzione errata.

 

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