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Non è facile saper ascoltare, ma è vitale!

Ascoltare non è una cosa facile, ma farlo con il cuore aperto al Signore cambia la vita e libera dalle ragnatele che ci opprimono nella luce e nell’ombra. Seguiamo uno stralcio significativo, di una riflessione sul tema, di Mons. Costantino Di Bruno, pastore e teologo ( E.C. ):

Ascolto Parola

“L’ascolto di Dio è stato sempre problematico in seno al popolo del Signore. La vita di Israele è però solo dall’ascolto del suo Dio. Da questa verità sempre risuona il grido accorato del Signore al suo popolo perché ascolti, impari ad ascoltare. Ascolto uguale vita. Non ascolto uguale miseria, schiavitù, esilio, morte.

Ascolta, popolo mio: contro di te voglio testimoniare. Israele, se tu mi ascoltassi! Non ci sia in mezzo a te un dio estraneo e non prostrarti a un dio straniero. Sono io il Signore, tuo Dio, che ti ha fatto salire dal paese d’Egitto: apri la tua bocca, la voglio riempire. Ma il mio popolo non ha ascoltato la mia voce, Israele non mi ha obbedito: l’ho abbandonato alla durezza del suo cuore. Seguano pure i loro progetti! Se il mio popolo mi ascoltasse! Se Israele camminasse per le mie vie! Subito piegherei i suoi nemici e contro i suoi avversari volgerei la mia mano; quelli che odiano il Signore gli sarebbero sottomessi e la loro sorte sarebbe segnata per sempre. Lo nutrirei con fiore di frumento, lo sazierei con miele dalla roccia» (Sal 81 (80) 1-17).

Viene Gesù e riprende il discorso là dove lo aveva interrotto il Padre suo. Anche la vita nel regno di Dio che lui annunzia vicino è dall’ascolto. Non è però più dall’ascolto dell’antica voce del Dio di Abramo, bensì è dall’ascolto della nuova voce di Dio che viene proferita dal Figlio dell’uomo. Chi ascolta Lui entra nella vita. Chi si rifiuta di ascoltarlo, rimane nella morte, perché ogni vita è dalla sua Parola.

Diceva loro: «Viene forse la lampada per essere messa sotto il moggio o sotto il letto? O non invece per essere messa sul candelabro? Non vi è infatti nulla di segreto che non debba essere manifestato e nulla di nascosto che non debba essere messo in luce. Se uno ha orecchi per ascoltare, ascolti!». Diceva loro: «Fate attenzione a quello che ascoltate. Con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi; anzi, vi sarà dato di più. Perché a chi ha, sarà dato; ma a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha».

Questa verità oggi la Chiesa sembra averla smarrita. Ognuno pensa che la vita sia dall’ascolto del proprio cuore. L’uomo religioso di oggi ascolta il suo cuore, poi condisce il frutto della sua mente con qualche parola di Vangelo, e pensa di essere nella più pura volontà di Dio. Quest’uomo parla, ma non sa ascoltare.  Dice, ma non sa riflettere. Proferisce infinite parole, ma non sono la Parola di Cristo Gesù. Vi è solo una parvenza di giustizia, verità, santità. Gli manca la verità della Parola, del Vangelo, dell’intera Scrittura. È privo della completezza della vera fede. È assai scarso nella sana dottrina. La frase ad effetto non è la verità di Dio e neanche di Cristo Gesù. I desideri del nostro cuore non sono i desideri del Padre celeste. Le nostre vie di salvezza non generano nuovi figli a Dio. Manca il seme incorruttibile che è la vera Parola del Figlio dell’Altissimo. Non illudiamoci: la vita è dalla Parola integra e pura”.

30 GENNAIO (Mc 4,21-25) – www.homilyvoice.it

 

 

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