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L’influenza sulla folla di ieri e di oggi

Riflessione in pausa – Egidio Chiarella - I credenti e gli atei di oggi ben sanno come non sia possibile parlare di folle senza far alcun riferimento alla missione storica di Cristo Gesù. Il mare di gente che seguì il Figlio dell’uomo è ricchezza moderna di comparazione, di riflessione, di ricerca, di deduzione, di novità, ma anche attestazione di crudeltà, di falsità e di vari condizionamenti. Si pensi alle migliaia e migliaia di persone che seguivano il Messia.

È forse azzardato sottolineare il fatto che la loro conoscenza di Gesù fosse generica e spesso superficiale, ma anche suggestionata e perciò limitata? E l’attuale folla cristiana in che modo cerca di rapportarsi con simili interrogativi? Come sempre a questo punto la parola passa al teologo capace di entrare nella profondità delle questioni messe in campo, con il sano distacco naturale e spirituale di chi si rinnova ogni giorno nella Parola del Signore.

Così scrive: “Le folle avranno di Cristo Gesù sempre una conoscenza sommaria, superficiale, composta di qualche verità e molta falsità, pochi princìpi sani e tanti falsi. La conoscenza della folla è sottoposta ad ogni influenza. È sufficiente che un falso profeta gridi una cosa e la moltitudine si orienti in modo differente da come pensava un attimo prima. In più basta una propaganda martellante e verità ritenute un tempo immutabili divengono falsità da gettare alle ortiche o da portare nella discarica della Geenna. Oggi le folle cristiane hanno perso di Cristo Gesù la cosa più preziosa: la verità della sua Parola, la sapienza del suo Vangelo, l’intelligenza della sua Croce, la conoscenza del suo dono di grazia, la potenza e forza della sua risurrezione”.

Bastano queste parole per capire come la folla non possa essere mai un punto di riferimento stabile o del tutto veritiero. Può diventare anche un pericolo non solo per la violenza fisica a volte indotta da mille situazioni non governate, ma per il giudizio pesante che spesso è spinta ad esprimere e a veicolare rispetto ad altri soggetti. Anche sulle folle cristiane il teologo usa parole senza sconti, ma non certo per qualche visione oscurantista della storia recente, ma semplicemente guardando alla realtà dei fatti e alla scarsità dei semi piantati e germogliati.

Lo studioso della Parola mette da parte ogni forma di ipocrisia, oggi tanto di moda, facendo sentire la bellezza e la durezza della verità. Lo fa perché cosciente della presenza di Satana specie quando una qualsiasi struttura fisica e morale tende a vacillare o a falsificare le sue azioni. Tutti sanno come Cristo il giorno delle Palme venne osannato da una folla in preda all’entusiasmo più grande e come qualche giorno dopo le numerose persone presenti nel cortile di Pilato, influenzati dagli scribi e dai farisei, gridarono per la crocifissione del loro Messia.

La politica ha spesso utilizzato e manipolato le folle, per poi anche essere stropicciata duramente dalle stesse. Chi ha bisogno di un rapporto costante con la folla per ottenere il consenso solitamente falsifica il suo rapporto con i singoli; lo fa per tenere l’equilibrio generale necessario spesso in assenza di una verità oggettiva. Continua in proposito la nota teologica:

folla 4Questa è la consistenza della folla. Chi fonda le sue speranza su di essa sappia che, come essa osanna, così anche crocifigge. I falsi profeti però sanno come manipolarla e ci riescono bene. Lavorare con la falsità è infinitamente differente che lavorare con la verità. Gesù lavora sempre per la verità con la verità del Padre suo. Non cerca consensi. Non ne può cercare. Il consenso è rinunzia alla verità della salvezza”.

Ai nostri giorni in molti si adoperano a controllare soprattutto le folle virtuali. I tempi sono cambiati. Ma la folla dei profili personali è diversa da quella presente alla festa delle Palme o nel cortile del governatore romano della Giudea? Di sicuro è più atroce, perché senza volto e priva di ogni stabilità morale, ma è soprattutto figlia, forse figliastra, della folla di tutti i tempi e ben visibile nei suoi connotati naturali lungo la strada che ha portato l’Ecce homo al calvario di salvezza.

In un panorama del genere quello che serve ad ognuno è la serenità individuale e sociale che, nonostante le innumerevoli “ricette” divulgate in tutte le forme, fa fatica a maturare nei cuori e nelle menti che comunque partecipano alla realizzazione dei piccoli o grandi progetti della società. Con quali risultati? In giro si tocca con mano una decadenza imbarazzante in molti settori in cui necessitano l’intelligenza dell’uomo, la sua preparazione e la sua pulizia interiore. Quel distacco dei credenti dall’insegnamento di Cristo Gesù emerso nella prima nota teologica sopra riportata, è una spia accesa che indica alla gente di ogni dove la gravità di nascondere la sapienza del Vangelo e la verità della Parola. Quale strada allora intraprendere nella folla o fuori di essa?

La risposta finale resta al teologo e si spera alla riflessione personale di chi legge: “Se c’è distacco dalla Parola, c’è separazione da Gesù, lo Spirito non può guidarci di verità in verità, la falsità avvolge il nostro cuore e noi parleremo di Cristo senza la verità di Cristo. Senza la verità di Cristo ogni altra verità sarà trasformata in falsità. Il processo della trasformazione è inevitabile. Se il cristiano vuole conoscere la verità di Cristo, deve abitare nel Vangelo”.

 

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