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Le leggi dell’uomo mai contro quelle di Dio!

Riflessione in pausa – Egidio Chiarella – La società ogni giorno procede spedita verso il suo futuro. Mi meraviglia, vivendo in un Paese che si definisce cattolico, osservare che manchino spesso all’appello la coscienza religiosa e il percorso di fede quotidiano dei suoi cittadini. Non è questa una mancanza di poco conto perché è in grado, se lasciata fermentare, di rallentare la salvezza e la redenzione di una intera comunità.

Chiara la nota teologica che segue: “Ogni uomo è da Dio per creazione. Dio lo ha fatto a sua immagine e somiglianza, lo ha fatto maschio e femmina. Ha fatto l’uomo per la donna e la donna per l’uomo. Quest’uomo vive se rimane nella volontà del suo Creatore e Signore, volontà che gli è stata comunicata, che deve essere perennemente ricordata attraverso l’annunzio”.

La scelta nella vita di un cristiano non può non essere in sintonia con la Parola del Signore. Nessuno può inventarsi soluzioni alternative o rappresentazioni personali, pena la rinuncia ad una vita completa e giusta nei suoi tratti materiali e trascendentali. Quando si sceglie si può essere diretti verso la benedizione e la vita, ma si può anche andare verso la maledizione e la morte.

Perché ogni giorno milioni di persone scelgono la via del male? Perché si inoltrano in situazioni oscure senza ritorno? Come mai impera la corsa verso Satana e i suoi prodotti infernali? Il male è sempre dietro l’angolo ogni qualvolta che l’uomo nella sua presunzione dimentica che non si è fatto da sé stesso; che non si fa oggi e che mai potrà farsi.

La vita va sempre attinta dal Signore. Ma chi se lo ricorda? Chi lo fa? Non a caso la società nel suo insieme perde ogni giorno dei pezzi di verità e di giustizia, lasciando avanzare la superbia umana che tutto giustifica e tutto corregge a suo favore partendo da sé stessa. Il teologo scrive:

“Oggi la superbia dell’uomo è divenuta così invasiva, si è così universalizzata, così generalizzata, da volere togliere Dio anche dalla natura. Non si vuole più obbedire a nessuna sua Legge positiva. Non si vuole rispettare la natura nella sua essenziale differenza di genere. La donna non vuole più essere donna. L’uomo non vuole più essere uomo. Ognuno vuole essere dalla sua volontà. La donna si vuole fare uomo e anche vuole andare oltre l’essere l’uomo. L’uomo si vuole fare donna e vuole andare anche oltre l’essere donna. Ma poiché la natura non cade sotto la volontà dell’uomo, mai un uomo potrà trasformarsi in donna e mai una donna potrà divenire un uomo”.

Parole bibliche, universali, equilibrate, armoniche, non dette contro qualcuno e prive dunque di pregiudizi e di condanne, ma aperte al recupero delle leggi naturali da sempre pilastri dell’umanità. Tagliare i pilastri di uno stabile si può, ma si è poi costretti, se rimasti dentro, a portare sul collo il peso dei detriti accumulati durante le tante inevitabili cadute. Donna e uomo sono dall’origine i pilastri della natura.

Prima di spezzarli forse sarebbe cosa buona rifletterci sopra! La teoria del Gender distrugge oggi in due parole quanto prima il teologo ha riferito con la sua verità biblica e si candida a rivoluzionare gli equilibri del mondo. “L’appartenenza a uno dei due sessi è da intendersi dal punto di vista culturale e non biologico”.

Si capisce da questa ultima definizione come ognuno sia libero di scegliere la sua appartenenza sessuale, visto che essere uomini o donne è solo il risultato di una educazione ricevuta. La superbia in questo contesto “crepato sensibilmente” porterà l’uomo a vivere senza leggi.  Nessuno scalpita perché si stia procedendo ad abolire la legge della natura, della coscienza, della razionalità, permettendo di riflesso a legiferare lo stesso male come fosse norma del bene, di civiltà, di progresso, di onorabilità per l’uomo. Si sta sovvertendo la realtà, ma ancora questo insidioso cambiamento cammina veloce e indisturbato.

Interessante a questo punto il commento teologico rivolto all’uomo: “Prima lo si è aiutato a cancellare le tre leggi fondamentali: della coscienza, della natura, della razionalità, poi si vorrebbe che osservasse alcune norme essenziali per la convivenza umana o per salvaguardare alcuni principi fondamentali del nostro vivere insieme. Prima si tagliano tutte le radici dell’albero e poi si vorrebbe che esso producesse almeno qualche foglia di verde”.

La paura è che l’abitudine avvelenata non si purifichi, ma continui a contagiare tanti altri. C’è un lavoro da fare senza limiti, a cui ogni uomo di buona volontà è chiamato a dare il suo contributo di purezza. Le leggi sul tavolo della realtà quotidiana sono tante e diverse; diventa così basilare la scelta delle norme da seguire ricordandosi che siamo fatti ad immagine e somiglianza di Dio, da Cui tutto proviene ed esiste. Mai e poi mai le leggi dell’uomo contro quelle di Dio! I luoghi della politica deputati a legiferare siano sempre aperti e rispettosi verso questo principio di verità universale.

Non bisogna perciò sottovalutare che “il peccato ha le sue leggi. La durezza del cuore ha le sue leggi. La superbia ha le sue leggi. La malvagità e la cattiveria hanno le loro leggi. La stoltezza e l’insipienza hanno le loro leggi. La distruzione della famiglia appartiene a queste leggi. Il Padre suo ha invece altre Leggi. Chi vuole vivere oggi e nell’eternità deve osservare le sue Leggi”.

Vivere osservando le leggi del Signore permette di contribuire realmente a modificare in meglio la vita di ogni giorno; a suggerire e far passare normative di vita e di giustizia sociale capaci di supportare la strada del cambiamento, senza macerare gli equilibri universali che gli uomini di buona volontà devono e possono difendere in ogni tempo.

 

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