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La visione antistorica del cristiano!

cristianoSe il cristiano perde per strada le sue verità rischia di consegnare il suo tempo ad un progetto sociale confusionario e antistorico, privandosi del meglio che Dio ha donato al mondo. Illuminante questo testo del teologo e pastore Mons. Costantino Di Bruno:

“Se dovessimo elencare tutte le verità dimenticate dal cristiano, di certo occorrerebbe un grosso volume. Oggi il rischio è che si viva senza alcuna verità, dal momento che tutto è stato consegnato ad un sentimentalismo vuoto e ad una volontà che determina di volta in volta ciò che è bene e ciò che è male.  Quasi tutti siamo in quella fede che è stata privata dei suoi contenuti di rivelazione. Si è sganciati dalla sana tradizione. Si vive senza ascoltare il Magistero. Ci si comporta come se ciascuno fosse isolato dagli altri. Possiamo affermare che oggi la fede sta per raggiungere il sommo della sua falsità. Mai si era caduti così in basso. Anche i pagani aveva in qualche modo un rapporto con qualcosa che era fuori della loro mente e del loro cuore. Oggi invece religione dell’uomo è il suo cuore, la sua mente, i suoi pensieri, i suoi desideri.

Costituito l’uomo religione dell’uomo, spesso ci si accorge che nessuno basta a se stesso. L’uomo non è Dio. È essere finito, limitato, aggredito dal male, spodestato anche del suo stesso essere, privato di ogni bene necessario e indispensabile, dilapidato nelle sue sostanze spirituali più nobili. L’uomo che ha costituito religione la sua volontà si accorge che la volontà dell’altro lo massacra, lo distrugge, lo riduce in polvere. Vede che la volontà del fratello è per lui vera fonte di morte e non di vita. Questo succede quando la volontà viene costituita religione dell’uomo. Quando questo succede e succede ogni giorno, allora si sente da qualcuno la necessità di chiedere al Signore che non ci faccia mai mancare i suoi beni divini, quali la pace, la prosperità, la vita, la salute, il benessere, tutto ciò che è necessario per il quotidiano vivere.

Si chiede a Dio, ma ci si dimentica che oggi è l’uomo l’amministratore di ogni dono di Dio. Si chiede a Dio, ma si ignora che l’amministratore di Dio si è dimesso dal suo incarico, dalla sua responsabilità, dalla missione che gli è stata affidata. È l’uomo oggi la provvidenza di Dio sulla nostra terra. Se l’uomo viene meno nella sua missione, la terra precipita in un caos sociale, politico, finanziario, economico, civile proprio perché non vi sono più i curatori e i portatori dei beni di Dio nella comunità degli uomini. Questa verità va assunta con coraggio, fermezza di Spirito Santo, altissima responsabilità. Un solo dono di Dio non portato agli uomini, li priva di vita. Vi è una morte che si aggira oggi tra gli uomini causata dalla dismissione del cristiano di essere vero discepolo di Gesù Signore. È Lui il portatore, il datore della pace agli uomini. È Lui il missionario, l’inviato, il messaggero che deve offrire la pace di Dio ad ogni uomo.

Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Non procuratevi oro né argento né denaro nelle vostre cinture, né sacca da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché chi lavora ha diritto al suo nutrimento. In qualunque città o villaggio entriate, domandate chi là sia degno e rimanetevi finché non sarete partiti. Entrando nella casa, rivolgetele il saluto. Se quella casa ne è degna, la vostra pace scenda su di essa; ma se non ne è degna, la vostra pace ritorni a voi.

Il nostro Dio è il Dio della pace, il Signore della riconciliazione, della vera vita. Lui però non agisce più in modo diretto. Opera sempre in modo indiretto. Si serve dei suoi ministri, di questi servi che hanno accolto di essere suoi strumenti per il dono di se stesso agli uomini. Ogni discepolo di Gesù deve sentirsi il continuatore dell’opera del suo Maestro. Deve pensarsi un vero riconciliatore, offrendo la sua vita al Padre dei cieli come strumento di vera pace, riconciliazione, grande amicizia. Se il cristiano si sveste di questa sua altissima missione, il mondo rimane senza luce, senza pace, senza vita. Tutto Dio si è posto nelle sue mani, nel suo cuore, nella sua intelligenza, nel suo stesso corpo. Dio si vuole donare per intero attraverso di lui. Questa verità va assunta e vissuta con coscienza retta, cuore puro, mani innocenti, spirito libero, volontà determina fino al martirio. Il cristiano ha nelle sue mani la vita e la morte, la pace e l’inimicizia, l’amore e l’odio, la giustizia e l’ingiustizia. Da lui è tutto”.

www.homolyvoice.it – 11 GIUGNO (Mt 10,7-13)

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