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La verità non si vende a fettine!

Leggiamo con attenzione questa pagina di Mons. Costantino Di Bruno, per capire come la verità non è materia da discutere o magari patteggiare!

“Con Cristo si entra in una nuova fase della storia religiosa dell’umanità. Nell’Antico Testamento, l’alleanza tra Dio e l’uomo, obbliga sempre. La fede poteva essere vista anche come obbligo, costrizione, imposizione, giogo da portare ogni giorno. Israele doveva sempre rimanere aggiogato alla Legge se voleva godere i privilegi della benedizione del suo Dio e Signore. L’esilio, la perdita della terra, sono visti come via perché Israele si converta e ritorni sotto il peso dell’alleanza.

Due sono le colpe che ha commesso il mio popolo: ha abbandonato me, sorgente di acqua viva, e si è scavato cisterne, cisterne piene di crepe, che non trattengono l’acqua. Israele è forse uno schiavo, o è nato servo in casa? Perché è diventato una preda? Contro di lui ruggiscono leoni con ruggiti minacciosi. Hanno ridotto la sua terra a deserto, le sue città sono state bruciate e nessuno vi abita. Persino le genti di Menfi e di Tafni ti hanno umiliata radendoti il capo. Non ti accade forse tutto questo perché hai abbandonato il Signore, tuo Dio, al tempo in cui era tua guida nel cammino? E ora, perché corri verso l’Egitto a bere l’acqua del Nilo? Perché corri verso l’Assiria a bere l’acqua dell’Eufrate? La tua stessa malvagità ti castiga e le tue ribellioni ti puniscono. Renditi conto e prova quanto è triste e amaro abbandonare il Signore, tuo Dio, e non avere più timore di me. Oracolo del Signore degli eserciti. Già da tempo hai infranto il giogo, hai spezzato i legami e hai detto: “Non voglio essere serva!”. Su ogni colle elevato e sotto ogni albero verde ti sei prostituita. Io ti avevo piantato come vigna pregiata, tutta di vitigni genuini; come mai ti sei mutata in tralci degeneri di vigna bastarda? Anche se tu ti lavassi con soda e molta potassa, resterebbe davanti a me la macchia della tua iniquità. Oracolo del Signore. Come osi dire: “Non mi sono contaminata, non ho seguito i Baal”? Guarda nella valle le tracce dei tuoi passi, riconosci quello che hai fatto, giovane cammella leggera e vagabonda! Asina selvatica, abituata al deserto: quando ansima nell’ardore del suo desiderio, chi può frenare la sua brama? Quanti la cercano non fanno fatica: la troveranno sempre disponibile. Férmati prima che il tuo piede resti scalzo e la tua gola inaridisca! Ma tu rispondi: “No, è inutile, perché io amo gli stranieri, voglio andare con loro”. Come viene svergognato un ladro sorpreso in flagrante, così restano svergognati quelli della casa d’Israele, con i loro re, i loro capi, i loro sacerdoti e i loro profeti. Dicono a un pezzo di legno: “Sei tu mio padre”, e a una pietra: “Tu mi hai generato”. A me rivolgono le spalle, non la faccia; ma al tempo della sventura invocano: “Àlzati, salvaci!” (Ger 2,13-27).

Con Gesù tutto cambia. Non vi è più alleanza secondo la carne. Vi è il nuovo patto che è nello Spirito Santo, secondo la legge dello Spirito Santo. Ogni singola persona viene chiamata a scegliere Cristo in pienezza di verità. La verità di Cristo non è come una mucca, che una volta macellata, può vendersi a fettine. La verità di Cristo non si vende a fettine, secondo il gusto o i bisogni personali, i gradimenti del cuore. Essa va presa tutta, neanche una sola sillaba potrà essere tralasciata, trascurata, dimenticata. Chi non accoglie la parola è libero di andarsene. Gesù non trattiene nessuno. Lui non cerca proseliti. Vuole dei veri cristiani e il vero cristiano è colui che vive di ogni parola che esce dal cuore di Gesù Signore.

Molti dei suoi discepoli, dopo aver ascoltato, dissero: «Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?». Gesù, sapendo dentro di sé che i suoi discepoli mormoravano riguardo a questo, disse loro: «Questo vi scandalizza? E se vedeste il Figlio dell’uomo salire là dov’era prima? È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita. Ma tra voi vi sono alcuni che non credono». Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. E diceva: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre». Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui. Disse allora Gesù ai Dodici: «Volete andarvene anche voi?». Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio».

Anche per gli Apostoli vale questo invito di Gesù. Anche loro possono andarsene. Se rimangono, devono rimanere in tutta la parola, non in una parte di essa. Pietro, a nome di tutti, risponde che loro non possono andarsene. Non se ne vanno perché Gesù ha parole di vita eterna e perché loro hanno creduto e conosciuto che lui è il Santo di Dio, cioè il suo Messia. Loro sanno e credono che il Messia di Dio ha parole di Dio”.

10 MAGGIO (Gv 6,60-69)  – www.homilyvoice.it

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