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La verità che si vede!

Egidio Chiarella: Con la venuta di Gesù la verità non si legge nelle sacre scritture, ma la si vede attuare in ogni suo gesto. Inizia la grande rivoluzione spirituale dell’umanità, che da quel momento non ha avuto più alibi nel non riconoscere l’esistenza di Dio. Leggiamo a proposito questa riflessione illuminante di mons. Costantino Di Bruno:

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“Né Mosè, né Giosuè, né Elia hanno mai camminato sulle acque. Per passare da una parte all’altra hanno diviso il Mar Rosso, hanno arrestato il corso del Giordano.

Cinquanta uomini, tra i figli dei profeti, li seguirono e si fermarono di fronte, a distanza; loro due si fermarono al Giordano. Elia prese il suo mantello, l’arrotolò e percosse le acque, che si divisero di qua e di là; loro due passarono sull’asciutto. Appena furono passati, Elia disse a Eliseo: «Domanda che cosa io debba fare per te, prima che sia portato via da te». Eliseo rispose: «Due terzi del tuo spirito siano in me». Egli soggiunse: «Tu pretendi una cosa difficile! Sia per te così, se mi vedrai quando sarò portato via da te; altrimenti non avverrà». Mentre continuavano a camminare conversando, ecco un carro di fuoco e cavalli di fuoco si interposero fra loro due. Elia salì nel turbine verso il cielo. Eliseo guardava e gridava: «Padre mio, padre mio, carro d’Israele e suoi destrieri!». E non lo vide più. Allora afferrò le proprie vesti e le lacerò in due pezzi. Quindi raccolse il mantello, che era caduto a Elia, e tornò indietro, fermandosi sulla riva del Giordano (2Re 2,7-13).

Di Eliseo è unico nella Scrittura Santa il miracolo che fa galleggiare il ferro di una scure. Quest’uomo di Dio fa tante cose, guarisce anche la lebbra, ma non cammina sulle acque neanche lui. È questo un miracolo sconosciuto, mai operato.

I figli dei profeti dissero a Eliseo: «Ecco, l’ambiente in cui abitiamo presso di te è troppo stretto per noi. Andiamo fino al Giordano, prendiamo lì una trave ciascuno e costruiamoci lì un locale dove abitare». Egli rispose: «Andate!». Uno disse: «Dégnati di venire anche tu con i tuoi servi». Egli rispose: «Verrò». E andò con loro. Giunti al Giordano, cominciarono a tagliare gli alberi. Ora, mentre uno abbatteva un tronco, il ferro della scure gli cadde nell’acqua. Egli gridò: «Oh, mio signore! Era stato preso in prestito!». L’uomo di Dio domandò: «Dov’è caduto?». Gli mostrò il posto. Eliseo allora tagliò un legno e lo gettò in quel punto e il ferro venne a galla. Disse: «Tiratelo su!». Quello stese la mano e lo prese (2Re 6,1-7).

Gesù mostra la sua grande potenza camminando sulle acque. Lui è più grande di Mosè, più grande di Elia e di Eliseo. Lui è il Signore delle acque perché Creatore di esse. Basta un suo comando ed esse diventano più resistenti della ghisa e dell’acciaio in modo che lui vi possa poggiare i piedi. Ma Gesù neanche i piedi poggia sulle acque. Lui i piedi li poggia nell’aria. Anzi neanche nell’aria lui li poggia, perché ha reso il suo corpo più leggero delle acque e della stessa aria. Questa è la sua potenza, la forza.

Subito dopo costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, finché non avesse congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo. La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario. Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare. Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: «È un fantasma!» e gridarono dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!».Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque». Ed egli disse: «Vieni!». Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma, vedendo che il vento era forte, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!». E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?». Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: «Davvero tu sei Figlio di Dio!».

Gesù non ammaestra i discepoli come tutti gli altri maestri del tempo. Lui non trae la verità del Padre suo dai libri, dalle pergamene, dai papiri. Lui la trae dalla sua vita. Lui mostra ciò che il Padre fa per mezzo di Lui, dice per mezzo di Lui, insegna per mezzo di Lui, mostra per mezzo di Lui. Gesù non rivela la sua onnipotenza con parole, la mostra concretamente, visibilmente. I discepoli non ascoltano la sua verità, la vedono, la contemplano, la toccano, la sperimentano. Pietro vuole divenire parte di questa onnipotenza di Gesù e chiede di poter camminare anche lui sulle acque. La sua fede ancora è troppo piccola perché possa farlo e sta per sprofondare. Grida a Gesù e viene subito afferrato e rimesso sulla barca. Lui ancora non è come Gesù. Vorrebbe”.

18 NOVEMBRE (Mt 14,22-33)– www.homilyvoice.it

 

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