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La falsa notizia spegne la storia!

sorgente_pOgni uomo deve compiere il viaggio versa la sorgente della verità e trovare la radice della buona notizia, che Cristo consegna a chiunque la cerchi! il resto lo leggerete in questa illuminante riflessione:

“La verità di una notizia ci salva, la sua falsità può condurci allo smarrimento e anche alla perdizione eterna. Le notizie della terra possono essere anche false e spesso lo sono, perché create ad arte dall’uomo per creare scompiglio nei cuori e nelle menti. L’uomo è un perenne inventore, un creatore di notizie false. È un narratore di parole che dipingono una realtà che in sé, nella sua storia quotidiana, è ben diversa. L’uomo possiede un’altissima capacità nel trasformare il nero in bianco e il bianco in nero, il bene in male e il male in bene, il giusto in ingiusto e la verità in falsità. Questa è arte e scienza ereditata non da Dio, ma dal diavolo, dal principe di questo mondo. Il Signore non ama questa trasformazione della sua verità. È causa di morte per tutti.

Guai a coloro che chiamano bene il male e male il bene, che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre, che cambiano l’amaro in dolce e il dolce in amaro. Guai a coloro che si credono sapienti e si reputano intelligenti. Guai a coloro che sono gagliardi nel bere vino, valorosi nel mescere bevande inebrianti, a coloro che assolvono per regali un colpevole e privano del suo diritto l’innocente. Perciò, come una lingua di fuoco divora la stoppia e una fiamma consuma la paglia, così le loro radici diventeranno un marciume e la loro fioritura volerà via come polvere, perché hanno rigettato la legge del Signore degli eserciti, hanno disprezzato la parola del Santo d’Israele. Per questo è divampato lo sdegno del Signore contro il suo popolo, su di esso ha steso la sua mano per colpire; hanno tremato i monti, i loro cadaveri erano come immondizia in mezzo alle strade. Con tutto ciò non si calma la sua ira e la sua mano resta ancora tesa. Egli alzerà un segnale a una nazione lontana e le farà un fischio all’estremità della terra; ed ecco, essa verrà veloce e leggera. Nessuno fra loro è stanco o inciampa, nessuno sonnecchia o dorme, non si scioglie la cintura dei suoi fianchi e non si slaccia il legaccio dei suoi sandali. Le sue frecce sono acuminate, e ben tesi tutti i suoi archi; gli zoccoli dei suoi cavalli sono come pietre e le ruote dei suoi carri come un turbine. Il suo ruggito è come quello di una leonessa, ruggisce come un leoncello; freme e afferra la preda, la pone al sicuro, nessuno gliela strappa. Fremerà su di lui in quel giorno come freme il mare; si guarderà la terra: ecco, saranno tenebre, angoscia, e la luce sarà oscurata dalla caligine (I5,20-30).

Maria di Màgdala oggi è Maestra nella ricerca della verità per tutti noi. Essa ci insegna che urge andare oltre le apparenze della storia. È necessario risalire dalla foce della storia, così come essa appare, alla sua sorgente, dove l’acqua è purissima. Questo viaggio deve essere compiuto da ogni uomo, chiunque esso sia. Questo viaggio si può considerare concluso, quando ci si incontra con Cristo, quando si ascolta la sua voce, quando personalmente si obbedisce alla sua volontà, divenendo suoi missionari di purissima verità. Nessuno di noi potrà essere cristiano che si ferma alle apparenze.

Maria invece stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l’hanno posto». Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo». Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!» – che significa: «Maestro!». Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: “Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”». Maria di Màgdala andò ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il Signore!» e ciò che le aveva detto.

Urge dare personalizzazione alla fede, al Vangelo, alla verità, alla sapienza, alla rivelazione. Se la personalizzazione non avviene, noi rimaniamo abbandonati dinanzi ad un sacramento vuoto, ad una eucaristia vuota, una preghiera vuota, una liturgia vuota, una comunione ecclesiale vuota, una teologia vuota, anche una ascetica e una morale vuota, perché manca il Soggetto, la Persona, la Sorgente dalla quale tutto scaturisce. Raggiungere la sorgente, immergersi in essa, è il vero obbligo di ogni uomo. Ogni religione, compresa quella cattolica, è obbligata a condurre alla sorgente che è Cristo. Trovato Cristo, stretta una relazione personale con Lui, tutto diviene vero”.

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22 APRILE (Gv 20,11-18)

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