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La difesa della propria verità

Riflessione in pausa – Egidio Chiarella - Non si può difendere la propria verità cristiana se non si conosce l’origine della stessa. Essa ha le sue radici in tutta la Rivelazione e ha bisogno ogni giorno degli spazi che le offre ognuno per concorre a migliorare il mondo che attraversa. L’uomo pertanto deve vigilare con costante attenzione, perché i margini temporali e spirituali offerti alla propria verità tendono in questa società a ridursi. Basta guardarsi intorno!

Non si riduce forse il mistero del Signore e non si mettono di riflesso in ombra il Padre e lo Spirito Santo ogni qualvolta che si delegittima l’azione della Chiesa? Si tratta di un atto diabolico del mondo attuale di sottrarre ovunque spazi d’amore, di amicizia, di fratellanza, di libertà, di condivisione, di pace autentica.

Se si dovesse inoltre abbattere, come in realtà si sta facendo, il senso alto della Trinità non si lascerebbe interamente spazio a Satana per instaurare sul pianeta dell’uomo il suo regno di immoralità, idolatria, falsità e perversione? Se la degenerazione sociale, civile e morale trova oggi la via libera per passare e compiere le sue continue scorribande, non è forse perché il male “comunque attrezzato” abbia ottenuto il visto di accesso senza alcun ostacolo?

Se i profeti della Parola continuassero ad essere sostituiti con personaggi che hanno chiuso il loro cuore alla verità del vangelo, non verrà meno la purezza della Parola di Dio? E se in ultimo si seguitasse a disperdere la verità cristiana del singolo non verrebbe meno la missione che ognuno ha per natura dentro di sé?

Spazi che si chiudono e che affondano la società odierna senza che qualcuno capisca la reale portata di quello che stia avvenendo. Il cristiano ha l’obbligo di difendere la propria verità non attraverso una diatriba elevata o meno con un qualunque suo interlocutore, ma in una pacifica e ferma sua difesa, sapendola “attestare, dimostrare, rivelare, annunziare, predicare, vivere, testimoniare”. La sapienza del teologo ci consegna a questo punto il cuore della questione:

soldato_prega“Il cristiano vale per quanto vale la sua verità cristiana, per quanta crescita nella verità vi è in lui. Se la sua verità cristiana non vale, non si vede, non si testimonia, non si annunzia, neanche lui vale e neppure le sue opere. Urge che tutti si convincano di questa gravissimo obbligo. Ogni discepolo di Gesù è chiamato a difendere tutta la verità, non una parte di essa… È la verità cristiana che fa la differenza tra uomo e uomo e anche tra uomo e le altre cose”.

Non agire secondo le parole del religioso appena riportate vuol dire semplicemente comunicare al contesto in cui si vive la propria resa. Significa anche mostrare la pesante scelta personale di facilitare il passaggio dei tanti demoni, ormai padroni di una infinità di intervalli terreni. Non c’è da meravigliarsi di questa lotta alla verità cristiana, se persino da una certa sociologia e psicologia si impongano metodologie e garanzie per scoraggiare questi scenari e renderli assimilabili ad una bella e moderna “fiaba ecclesiale”.

Il mondo non vuole arrossire, mettersi in discussione, abbassare gli occhi, rispettare l’armonia naturale, vedere l’essenza Rivelata; vuole esclusivamente sé stesso, i suoi confini sicuri, le sue associazioni segrete, il suo potere temporale, le sue leggi intercambiabili, il suo parlamento “stirato” e utilizzato per l’occasione, la sua individuale e relativa verità. Questo è il quadro che nessuno può smentire.

Non sono forse solo una sparuta minoranza coloro che difendono oggi la propria verità cristiana? Altrimenti non si spiegherebbero le tante corruzioni in atto; le guerre teleguidate dall’occidente; i tanti morti per disperazione; le povertà in continuo aumento; una politica spesse volte sbandata e priva di giuda illuminata; una comunicazione di massa ben truccata per deviare mente e cuore dei giovani e delle classi più deboli, ecc. Sotto il vestito nuovo il mondo nasconde gli stracci della sua stanchezza interiore.

Ma tutto sarà meglio se sparisce la Chiesa? Se muore la verità di Dio? Se passa la menzogna di Satana? Una cosa è palpabile! C’è una battaglia in atto tra la società degli uomini e la “nomenclatura” dell’inferno. Scrive in proposito il teologo:

“In questa battaglia il cristiano sembra soldato arreso. Tutto deve essere oggi dalla falsità e dalla menzogna di Satana. Tutta la verità personale di Dio e ogni verità partecipata da Dio nella creazione e nella Chiesa, deve scomparire dalla nostra terra. Di essa se ne vuole fare un deserto di idolatria, immoralità, vizio, peccato. Nessuna verità partecipata da Dio nella natura dovrà esistere. Tutto si vuole senza alcuna verità di natura. Tutto deve essere dalla volontà dell’uomo, ma non di ogni uomo, ma di quei pochi che si sono rivestiti di ogni potenza satanica per combattere contro Dio”.

C’è bisogno perciò che il cristiano ritrovi la propria verità per poter imprimere la sua impronta in più molti cuori possibile. L’uomo da solo non andrà da nessuna parte, prima o poi si perderà nella variopinta condizione esistenziale che lui stesso si è costruita a misura riservata.

 

 

 

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