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La coscienza e il peccato

Riflessione in pausa – Egidio Chiarella – InfoOggi.it - Il cristiano vero non può non capire come il peccato sia il risultato di una vita personale vissuta al di fuori dei confini del vangelo. All’inizio sembra tutto normale! Più in là qualcuno realmente pentito chiederà per quello che ha fatto l’assoluzione di un sacerdote; altri ripareranno da soli utilizzando le proprie misure e filosofie, nonché le rinfuse riflessioni serali. Ci sarà chi tuttavia, evitando del tutto la coscienza, si costruirà un manuale interiore spogliando le violazioni dal loro significato principale. Una bancarotta ormai quotidiana che raggiunge l’intera umanità e annulla la coscienza del peccato.

Non basta chiudere gli occhi per difendersi dai riverberi degli errori compiuti, ma rientrare nel vivo della Parola riconoscendo quanto sia proprio il peccato a creare fallimenti a raffica, non sempre facili da ridimensionare o svilire. L’uomo stranamente vive la sua vita al contrario di come la verità biblica ne amplifichi il messaggio. Tradisce, si sottrae all’altro, esalta la menzogna, pratica le scorciatoie, fa finta di non vedere, imbroglia con naturalezza, umilia il prossimo, trucca l’esterno, lascia pian piano deteriorarsi l’interno, spegne il senso alto della propria essenza….

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