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La conversione teologica

Esseri cristiani significa entrare in una conversione che , giorno dopo giorno, si lascia attrarre dal mistero di Cristo, diventandone parte. Leggiamo questa illuminata riflessione del teologo Mons. Di Bruno: ( Egidio Chiarella )

Il Battista interrogato dai sacerdoti

Il Battista interrogato dai sacerdoti

“Il cristianesimo è perenne, ininterrotta conversione teologica. Possiamo comprendere cosa significa conversione teologica, leggendo un brano del Vangelo secondo Giovanni. Essa è necessaria per entrare nella vera vita. Senza questa conversione si rimane in una religione di morte. Si fanno cose, ma non si vive. Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo». Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?». Gesù rispose loro: «Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato». Allora gli dissero:

«Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo? Quale opera fai? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: Diede loro da mangiare un pane dal cielo». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo». Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane». Gesù rispose loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai! Vi ho detto però che voi mi avete visto, eppure non credete. Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me: colui che viene a me, io non lo caccerò fuori, perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato. E questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno. Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno» (Gv 6,24-40).

La conversione teologica è il passaggio da un sistema di fede ad un altro. È abbandonare una via di salvezza non più idonea, dichiarata ormai antiquata, incapace, vecchia, per abbracciarne una nuova purissima, nella quale viene donata la vita eterna. È lasciare Mosè e tutti gli altri profeti che ormai hanno svolto la loro missione per consegnarsi totalmente a Cristo Signore. È in fondo la conversione del Battista. Giovanni rispose: «Nessuno può prendersi qualcosa se non gli è stata data dal cielo. Voi stessi mi siete testimoni che io ho detto: “Non sono io il Cristo”, ma: “Sono stato mandato avanti a lui”. Lo sposo è colui al quale appartiene la sposa; ma l’amico dello sposo, che è presente e l’ascolta, esulta di gioia alla voce dello sposo. Ora questa mia gioia è piena. Lui deve crescere; io, invece, diminuire» (Gv 3,27-30). Mosè, i profeti, Giovanni devono diminuire perché il posto ormai nella storia della salvezza è solo di Gesù Signore. Ma anche noi dobbiamo diminuire a noi stessi, alla nostra struttura religiosa di ieri, perché solo Gesù e la sua volontà ci governino.

Quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia: Terra di Zàbulon e terra di Nèftali, sulla via del mare, oltre il Giordano, Galilea delle genti! Il popolo che abitava nelle tenebre vide una grande luce, per quelli che abitavano in regione e ombra di morte una luce è sorta. Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino». Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo. La sua fama si diffuse per tutta la Siria e conducevano a lui tutti i malati, tormentati da varie malattie e dolori, indemoniati, epilettici e paralitici; ed egli li guarì. Grandi folle cominciarono a seguirlo dalla Galilea, dalla Decàpoli, da Gerusalemme, dalla Giudea e da oltre il Giordano. Noi chiediamo a noi stessi o al gregge di Cristo Gesù una conversione morale, cioè l’osservanza di qualche comandamento della Legge.

Ma se non ci si converte teologicamente alla novità e verità del suo mistero, sempre costruiremo dei cristiani ibridi. Persone che non sono né di Mosè e né di Gesù Signore. Infedeli che non osservano né la Legge e né il Vangelo. La conversione teologica è fede incondizionata a Cristo, per divenire mistero del suo mistero e verità della sua verità. Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fateci nuovi per Gesù Signore”.

7 GENNAIO (Mt 4,12-17.23-25) – www.homilyvoice.it

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