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Internet non può sostituirsi al credo in Dio o alla professionalità umana

Riflessione in pausa – Egidio Chiarella – Qualcuno, si sente dire, rifugge dall’essere Corpo di Cristo perché il Signore non ha mai esaudito una sua preghiera e mai gli ha concesso una grazia. La risposta è tutta in questa espressione originale estratta da una nota teologica: “Non ricevere una grazia significa aver ricevuto la migliore grazia da Dio.

Per capire una affermazione del genere è necessario non pensare dal proprio cuore, ma da quello del Signore. Dio, con la sua sapienza grande, fa ogni cosa in relazione alla vita eterna e non ai limiti terreni”. Una vita può durare anche cento anni e oltre, ma è nulla, non altro che un soffio leggero, dinnanzi all’immortalità. È difficile pensarlo, ma ogni preghiera che ognuno rivolge al cielo viene esaurita. Perché il Signore la trasforma nel bene più grande per il richiedente. L’essere umano chiede dalla sua intelligenza e non da quella di Dio che è oltre il cielo. Bisogna avere la sacra scienza di affidarsi alla Sua sapienza con pieno convincimento e profonda dedizione.

Non può ad esempio lo scibile che è in internet sostituirsi all’intelletto divino e mai tantomeno esaudire ciò che per Dio è considerato qualcosa di inopportuno. Gesù nell’orto degli ulivi venne esaurito nella sua preghiera, anche se non fu liberato dal calice amaro. C’era da portare a termine l’azione più straordinaria mai vista al mondo. Se Gesù avesse ricevuto la grazia di non andare in croce l’uomo avrebbe perso la bussola per sempre, mentre Lui pur vivendo magari molti anni ancora avrebbe di riflesso interrotto la strada che porta alla redenzione e alla salvezza dell’umanità. Una dura sciagura! Una vera catastrofe! internet 1

Oggi l’uomo immemore di tutto questo è diventato figlio strutturato dell’era telematica. Internet è già diventata la massima rappresentanza tecnica nel campo della velocità informativa, attraverso i suoi canali social e i suoi svariati profili. Tutto è più veloce; il pensiero è ben sistemato in soffitta. Si ha però l’illusione di poter conoscere e usare qualsiasi cosa. Così internet è diventato il medico di fiducia, il panettiere della strada accanto; lo psicologo personale; l’insegnante disponibile a qualunque ora; l’ingegnere rapido e gratuito, ecc.

Manca però il contatto con la realtà e di riflesso viene a difettare il rispetto per la professione altrui. Tutto si mescola in nome di una uguaglianza che non è tale, perché ognuno è diverso dall’altro per i suoi carismi, pur mantenendo uguale dignità ed opportunità all’interno del suo contesto sociale.

Sarebbe quanto meno conveniente dal punto di vista spirituale e materiale rivalutare il rapporto con Dio che permetterebbe a chiunque: di essere comunione nel Corpo di Cristo per meglio guardare con fiducia in avanti per sé e per gli altri; di riconsiderare gli spazi smarriti che gli appartengono; di rimodulare il proprio comportamento fraterno dinnanzi al prossimo, considerando internet una delle conquiste più  importanti per l’essere umano, ma mai la componente in grado di sostituirsi chi naviga in rete o coloro che vengono in essa cercati: di pregare e capire che la preghiera sincera è sempre esaurita, anche quando non si ottiene l’esito richiesto. Solo il cuore di Dio sa cosa è bene o male per ognuno. Internet può servire, se fosse necessario, soltanto ad amplificarne il contenuto.

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