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Insegnare la verità per liberare l’uomo!

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Non ci potrà mai esere un mondo libero fino a quando non ci sarà chiarezza sulla verità che trascende l’uomo e lo rende migliore. Troppe filosofie fai da te! Troppi traguardi sbagliati e troppi idoli! L’uomo rimane così solo e imprigionato nelle ragnatele di un pensiero distorto. Seguiamo con il cuore libero la nostra riflessione di oggi:

Il peggiore dei mali che possa capitare ad un popolo è la falsità, l’errore, la menzogna nell’insegnamento della legge. La corruzione morale, religiosa, politica, sociale, civile, economica, finanziaria, filosofica, teologica, è il frutto di questo falso insegnamento. Geremia denuncia questo insegnamento. Ad esso è da iscrivere la rovina del popolo dell’alleanza. Un popolo senza la legge secondo pienezza di verità è una comunità che precipita nel baratro del pensiero personale e del relativismo etico e morale.

Mi fu rivolta questa parola del Signore: «Va’ e grida agli orecchi di Gerusalemme: Così dice il Signore: Mi ricordo di te, dell’affetto della tua giovinezza, dell’amore al tempo del tuo fidanzamento, quando mi seguivi nel deserto, in terra non seminata. Israele era sacro al Signore, la primizia del suo raccolto; quanti osavano mangiarne, si rendevano colpevoli, la sventura si abbatteva su di loro. Oracolo del Signore. Udite la parola del Signore, casa di Giacobbe, voi, famiglie tutte d’Israele! Così dice il Signore: Quale ingiustizia trovarono in me i vostri padri per allontanarsi da me e correre dietro al nulla, diventando loro stessi nullità? E non si domandarono: “Dov’è il Signore che ci fece uscire dall’Egitto, e ci guidò nel deserto, terra di steppe e di frane, terra arida e tenebrosa, terra che nessuno attraversa e dove nessuno dimora?”.

Io vi ho condotti in una terra che è un giardino, perché ne mangiaste i frutti e i prodotti, ma voi, appena entrati, avete contaminato la mia terra e avete reso una vergogna la mia eredità. Neppure i sacerdoti si domandarono: “Dov’è il Signore?”. Gli esperti nella legge non mi hanno conosciuto, i pastori si sono ribellati contro di me, i profeti hanno profetato in nome di Baal e hanno seguito idoli che non aiutano. Per questo intenterò ancora un processo contro di voi – oracolo del Signore –  e farò causa ai figli dei vostri figli. Recatevi nelle isole dei Chittìm e osservate, mandate gente a Kedar e considerate bene, vedete se è mai accaduta una cosa simile. Un popolo ha cambiato i suoi dèi? Eppure quelli non sono dèi! Ma il mio popolo ha cambiato me, sua gloria, con un idolo inutile. O cieli, siatene esterrefatti, inorriditi e spaventati. Oracolo del Signore.

Due sono le colpe che ha commesso il mio popolo: ha abbandonato me, sorgente di acqua viva, e si è scavato cisterne, cisterne piene di crepe, che non trattengono l’acqua. Guarda nella valle le tracce dei tuoi passi, riconosci quello che hai fatto, giovane cammella leggera e vagabonda! Asina selvatica, abituata al deserto: quando ansima nell’ardore del suo desiderio, chi può frenare la sua brama? Quanti la cercano non fanno fatica: la troveranno sempre disponibile. Come viene svergognato un ladro sorpreso in flagrante, così restano svergognati quelli della casa d’Israele, con i loro re, i loro capi, i loro sacerdoti e i loro profeti. Dicono a un pezzo di legno: “Sei tu mio padre”, e a una pietra: “Tu mi hai generato”  (Cfr. Ger 2,1-37).

I dottori della legge hanno la verità di Dio e dell’uomo nelle loro mani. Essi però con molta abilita e sagacia la riducono ogni giorno in falsità, errore, menzogna. Il frutto di questo loro insegnamento è l’oscuramento della coscienza morale, dalla quale dipende la vita in ogni sua manifestazione. Quando un dottore della verità si trasforma in maestro di falsità, per il popolo del Signore non vi è più salvezza. Manca in esso la vera luce. Tutti sono condannati a camminare nelle tenebre morali e spirituali.

Ma guai a voi, farisei, che pagate la decima sulla menta, sulla ruta e su tutte le erbe, e lasciate da parte la giustizia e l’amore di Dio. Queste invece erano le cose da fare, senza trascurare quelle. Guai a voi, farisei, che amate i primi posti nelle sinagoghe e i saluti sulle piazze. Guai a voi, perché siete come quei sepolcri che non si vedono e la gente vi passa sopra senza saperlo». Intervenne uno dei dottori della Legge e gli disse: «Maestro, dicendo questo, tu offendi anche noi». Egli rispose: «Guai anche a voi, dottori della Legge, che caricate gli uomini di pesi insopportabili, e quei pesi voi non li toccate nemmeno con un dito!

Ai dottori della legge manca l’amorevolezza della madre, la fortezza del padre, la gioia dei fratelli. Essi non amano l’uomo, perché non sono graduali nell’insegnamento della volontà del Signore al suo popolo. Essi non camminano nella legge e di conseguenza il loro è un insegnamento statico imperfetto e spesso anche deleterio.

16 OTTOBRE (Lc 11,42-46) – www.homilyvoice.it

 

 

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