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Il servo inutile

Riflessione in pausa – Egidio Chiarella  – Quando va dichiarato inutile un servo? Sarà dichiarato inutile appena avrà finito di sistemare tutte quelle cose che bisognava condurre a traguardi prestabiliti. Tutto questo significa essere stati obbedienti a chi ha ordinato di compiere un determinato tragitto. Chi obbedisce e porta a termine ogni cosa diventa un servo inutile. Il Padrone porterà a compimento eventuali interventi per definire in perfezione ogni cosa.

C’è da chiarire che per fare cosa gradita al proprio Signore non bisogna strafare o meglio fare al dì là di quanto ordinato. Il Signore può rivolgere ad una qualsiasi persona mille parole come ad un’altra soltanto una. Non c’è differenza tra le due chiamate, dinnanzi a Dio non ci sono differenze. A margine di una nota teologica, in poche righe, viene evidenziato il concetto sopra espresso.

“Cosa è stato ordinato all’uomo? La risposta viene a noi attraverso il profeta Michea. Quest’uomo vorrebbe fare tante cose per il suo Signore. Esse però non sono state ordinate da Lui. A Lui non sono gradite. Non sono dalla sua volontà, cuore, mente”.

Nessuna cosa che non chiede il Signore sarà a Lui gradita. L’uomo che fa da sé stesso e costruisce la realtà che lo circonda e ignora la voce del suo Dio non fa altro che idolatrare l’ambiente frequentato, mistificando la vita e ignorando gli accenti divini che sono destinati ad ognuno. La realtà intanto viene manipolata, alcune volte stuprata, altre sopravvalutata.

L’uomo del Signore non deve nascondersi, deve fortificare la sua capacità di testimoniare la Parola e mai scoraggiarsi dinnanzi alla presunzione di chi si vergogna di avere contatti con il Signore. Oggi per molti è più facile vantarsi per una dose di cocaina, che per essere andati in Chiesa a pregare. Sembra un paradosso costruito a tavolino, ma purtroppo è uno di quei pezzi di realtà che massacrano l’equilibrio umano, senza il quale ogni cosa diventa fuori senso.

servo inutile 1Il Signore ha chiesto obbedienza alla sua Parola, alle sue leggi ed esserne fuori significa deviare il corso della storia, magari abbellita con straordinari grattaceli illuminati o esaltata con interessanti scoperte scientifiche, ma priva di quella obbedienza chiesta dal cielo e che è alla base della Creazione. Il servo inutile è proprio colui che ha obbedito in ogni situazione, senza mai stancarsi e senza mai strafare, ma sempre sereno nell’operare lungo le direttrici avute.

Il servo inutile perciò non è un qualcuno che dovrà vergognarsi della sua condizione e di quello che ha fatto, ma è persona di Dio che avrà ciò che il suo cuore da tempo aveva invocato con la preghiera, ricevendo in più di quanto gli sarebbe spettato. Il teologo del Signore sfoglia qualche pagina dei testi sacri per meglio ritagliare la figura del servo inutile:

“Cosa ha chiesto il Signore ai figli d’Israele? La perfetta osservanza della sua Legge, dei suoi Statuti e Comandamenti. Dio chiede solo l’obbedienza, tutta l’obbedienza a tutta la sua Legge. Altro non chiede, altro non va fatto. Cosa chiede Gesù ai suoi discepoli? Che mettano in pratica la sua Parola. Al suo Vangelo Lui chiede perfetta obbedienza, domanda tutta l’obbedienza, senza mai venire meno ad essa. Quando la nostra obbedienza è perfetta, allora ci si deve dichiarare servi inutili. Perché inutili? Perché ogni altra cosa la farà per noi il nostro Dio, secondo la sua promessa”.

Quando c’è la benedizione del Signore non è importante quanto si possiede o quello di cui si fruisce, ma la forza dello sguardo divino che si è posato su noi stessi, su una famiglia, su un ammalato, su un edificatore di case, su una madre, su un mercante, su un responsabile educativo, su un amministratore, ecc. È la benedizione che non ha confini e quindi può salvare da ogni peccato, ma può nello stesso tempo realizzare ogni cosa che da tempo risiede nel cuore e nella mente dell’uomo benedetto.

Oggi pochi parlano di benedizione e molti vorrebbero toccare il cielo con le dita. Una contraddizione di fondo senza precedenti. L’uomo si vergogna di obbedire alla Parola, privandosi con le sue mani di un vero tragitto di benedizione.

Lucide e profetiche in proposito le parole del teologo: “Se il Signore non mette la sua benedizione, il cielo è di rame, la terra di ferro, gli alberi di pietra, le piante di marmo, gli animali di stoppa, ogni altra cosa per noi diviene pula. Mentre quando tutto si fa dall’obbedienza alla Parola, la benedizione del Signore riempie cuore, anima, spirito, mente, casa”.

 

 

 

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