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Il mondo del peccato e il suo carcere!

La società odierna nasconde tra le sue pieghe un pericolo strisciante e spesso non identificabile. L’uomo fedele seguace di tutto ciò che gli si propina, non distingue più il male dall’opera che viene dal bene. Se non interverranno nuove condizioni di comportamento sociale, si rischia di cadere in una “depressione” spirituale senza precedenti, che diventerà l’anticamera di un tempo di oscurità nel mondo. Non sto esagerando, anche perché sono positivo per natura e sono abituato a vedere il bicchiere mezzo pieno. Avete ascoltato l’ultima inquietante notizia? Ve la ripropongo, così capirete meglio il mio disagio interiore, che comunque vi trasmetto con umiltà e in punta di piedi e con la certezza che alla fine la luce, nella cristianità, squarcerà il buio più profondo. Ecco il testo e la fonte:

“L’Erasmus Medical Centre di Rotterdam ha creato un ceppo modificato della già nota e temuta influenza aviaria (virus h5n1) in grado di resistere a tutte le cure attualmente messe a punto e a scatenare una vera e propria pandemia che, almeno secondo le stime di massima potenzialità del virus, potrebbe essere in grado di sterminare metà della popolazione mondiale. Ron Fouchier, il virologo responsabile spiega: “E’ stato necessario per comprendere i meccanismi del virus dopo l’attacco di un eventuale vaccino”, ma si diffonde la paura per l’utilizzo del ritrovato a fini terroristici”.( Affari italiani.it ).

Non si tratta di seminare paura, penso, infatti, che chiunque sia preposto a difendere l’umanità da questi pericoli saprà rispondere con le dovute contro misure! Voglio solo dire che il mondo ha bisogno di aprire una stagione di verità e di sbocco estremo verso la sua qualità soprannaturale. Una condizione dell’uomo che non si completa nel paranormale, tanto di moda, ma nell’umiltà del suo  animo che, nel vivere nelle opere la Parola, sia in grado di avvertire  l’immagine di sé fatta a somiglianza di Dio. Una verità, questa, capace non certo di oscurare la vita, funzione che appartiene a Satana e al male che passa ogni giorno, ma di redimere e liberare il genere umano da ogni nebbia dell’esistenza terrena.

Capisco che nel peccato entriamo con facilità e diventa difficile ad uscirne. Ma questa è la nuova grande battaglia che il mondo può vincere solo con la presenza del dimenticato Gesù, che è stato crocifisso proprio per salvarci dalla padronanza del male, oggi imperante più che mai.

Ecco, per meglio capire, alcuni brani del teologo Mons. Costantino di Bruno tratti da una sua più specifica e ben articolata lettera su questo argomento:

“Oggi Gesù illumina il mondo del peccato. In esso è facile entrare, più facile di quanto non si pensi. Difficile invece è venirne fuori, a causa degli effetti deleteri che il male produce in chi lo compie. Il peccato infatti è tenebra del cuore e della mente. Esso oscura l’intelligenza, rende debole la volontà, infiacchisce il cuore, toglie ogni vigore all’anima, intorpidisce lo spirito. Quando poi si convive con esso, con esso si diviene una sola natura. Si è natura di tenebre e non di luce. Si pensa da persona di tenebre e si crede che le tenebre siano la nostra unica luce.

Chi cade nel peccato non può venirne fuori da se stesso. Il peccato giustifica ogni comportamento dell’uomo. Lo rende impermeabile ad ogni luce di verità. Lo costituisce refrattaria alla stessa grazia. Ci si libera dal peccato per una potente azione della grazia del Signore. La Scrittura ammonisce severamente ogni uomo a smetterla col peccato.

Oggi il mondo del peccato si è chiuso nel suo carcere e non vi è alcuna possibilità che lo si possa aprire in modo da liberare quanti sono prigionieri in esso. Neanche una bomba nucleare riuscirà a squarciare i suoi robusti bastioni e le sue altissime mura di protezione. Il peccato ormai è stato dichiarato libertà, progresso, civiltà, verità dell’uomo. Il male è stato innalzato al posto di Dio. È il male oggi il Dio dell’uomo ed è al male che tutta la vita va sacrificata, offerta. Il male sta chiedendo l’olocausto di ogni umana esistenza e noi con disinvoltura filosofica, teologica, antropologica, psicologica, sociale glielo stiamo offrendo sul suo altare.

Se non interviene Dio con la sua potente grazia, se Lui nuovamente non scende dal cielo con la sua potente luce capace di squarciare ogni tenebra non vi sarà salvezza per l’uomo, perché ormai anche le nostre liturgie sono convivenza e connivenza con il peccato. Celebriamo la Santa Messa con le tenebre nel cuore e ci accostiamo all’Eucaristia con il male dentro l’anima. Urge questa potentissima grazia del Signore che faccia vera luce sulle nostre fitte tenebre”.

egidio chiarella

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