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Il bene per l’uno non sia mai il male per l’altro!

bene e male

@EgidioChiarella: La vera di una è che il per essere bene, deve essere bene , per tutti.

“Vi sono eventi nella Sacra Scrittura che ci rivelano come si è ben lontani dalla verità sulla misericordia che il Signore vuole che gli uomini vivano sulla terra. Una prima regola per vivere secondo divina verità la misericordia vuole che il bene per l’uno non sia mai un male per un altro. Vuole soprattutto che il bene per alcuni non sia il frutto di un male diretto arrecato ad altri. Nessun bene sarà veramente bene se esso dovesse produrre un male a qualsiasi altra persona. Il bene per essere bene, deve essere bene universale, per tutti, nessuno dovrà mai subire un qualche danno, mai. Questa regola mai va disattesa. Va sempre ricordata.

Certo non è opera di misericordia secondo Dio, non è verità celeste, salvare degli uomini esponendo le proprie figlie al massacro di uomini corrotti, concupiscenti, lascivi, impuri, che vivono per dare sfogo ad ogni loro desiderio della carne, senza alcun limiti nel male, senza neanche l’ombra di un qualche rispetto per la dignità della persona umana. Nessun valore  sacro, neanche il valore dell’ospitalità, deve sentirsi esente dalla legge morale che sempre va osservata. Chi viola un solo diritto dell’uomo e di Dio si pone fuori della legge della misericordia. Ancora è ben lontano dal conoscere la verità dell’uomo e della sua alta dignità.

I due angeli arrivarono a Sòdoma sul far della sera, mentre Lot stava seduto alla porta di Sòdoma. Non appena li ebbe visti, Lot si alzò, andò loro incontro e si prostrò con la faccia a terra. E disse: «Miei signori, venite in casa del vostro servo: vi passerete la notte, vi laverete i piedi e poi, domattina, per tempo, ve ne andrete per la vostra strada». Quelli risposero: «No, passeremo la notte sulla piazza». Ma egli insistette tanto che vennero da lui ed entrarono nella sua casa. Egli preparò per loro un banchetto, fece cuocere pani azzimi e così mangiarono.

Non si erano ancora coricati, quand’ecco gli uomini della città, cioè gli abitanti di Sòdoma, si affollarono attorno alla casa, giovani e vecchi, tutto il popolo al completo. Chiamarono Lot e gli dissero: «Dove sono quegli uomini che sono entrati da te questa notte? Falli uscire da noi, perché possiamo abusarne!». Lot uscì verso di loro sulla soglia e, dopo aver chiuso la porta dietro di sé, disse: «No, fratelli miei, non fate del male! Sentite, io ho due figlie che non hanno ancora conosciuto uomo; lasciate che ve le porti fuori e fate loro quel che vi piace, purché non facciate nulla a questi uomini, perché sono entrati all’ombra del mio tetto». Ma quelli risposero: «Tìrati via! Quest’individuo è venuto qui come straniero e vuol fare il giudice! Ora faremo a te peggio che a loro!». E spingendosi violentemente contro quell’uomo, cioè contro Lot, si fecero avanti per sfondare la porta. Allora dall’interno quegli uomini sporsero le mani, si trassero in casa Lot e chiusero la porta; colpirono di cecità gli uomini che erano all’ingresso della casa, dal più piccolo al più grande, così che non riuscirono a trovare la porta.

Quegli uomini dissero allora a Lot: «Chi hai ancora qui? Il genero, i tuoi figli, le tue figlie e quanti hai in città, falli uscire da questo luogo. Perché noi stiamo per distruggere questo luogo: il grido innalzato contro di loro davanti al Signore è grande e il Signore ci ha mandato a distruggerli». Lot uscì a parlare ai suoi generi, che dovevano sposare le sue figlie, e disse: «Alzatevi, uscite da questo luogo, perché il Signore sta per distruggere la città!». Ai suoi generi sembrò che egli volesse scherzare (Gen 19,1-14).

Lot non è uomo evangelico, neanche potrebbe esserlo. Mancano ancora lunghi secoli prima che si giunga a vedere l’uomo nella sua altissima dignità di essere così amato da Dio, da morire lui stesso per la salvezza della sua creatura. Ecco qual è allora la vera misericordia: è quella che dona dignità ad ogni uomo. Dio dona dignità a Caino. Nessuno lo potrà toccare. Dona dignità ai suoi carnefici. Per essi implora perdono. Dona dignità a Paolo, il persecutore, chiamandolo a divenire suo discepolo. Dona dignità ad un pubblicano. Ne fa un suo Apostolo. È questa la prima misericordia: dare dignità ad ogni uomo, chiunque esso sia. Chi toglie la dignità anche ad una sola persona, mai potrà dire di essere misericordioso. Non osserva la legge divina ed eterna della misericordia. Non la conosce. Non la vive. Non la osserva. Oggi l’uomo è calpestato, vilipeso, distrutto nella sua dignità. Non si è misericordiosi quando si maltratta, si ingiuria, si offende, si insulta, ci si vendica, si approfitta di una ragazza assetata di soldi facendo uso del suo giovane corpo. Infiniti oggi sono i modi che tradiscono la nostra non conoscenza della legge della misericordia. Ogni violazione della dignità della persona, anche ad avere un buon nome, è carenza di misericordia. Il Signore ci chiede di essere perfetti in ogni cosa come Lui è perfetto. Ci invita ad essere misericordiosi come Lui è misericordioso. Vuole che lo imitiamo morendo noi n croce per i nostri nemici, pregando ininterrottamente per essi”.

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