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Disfatte e Speranze

Riflessione in Pausa – Egidio Chiarella - Il 2019 è stato un anno di sofferenza, ma che ha saputo  piantare autentici semi di gioia. Da una parte, se proviamo ad indicare alcune questioni tra le più eclatanti, la bilancia pende inesorabilmente verso la disoccupazione, la crisi ambientale e l’incertezza sociale.

Non si possono certo nascondere ancora il terrorismo e le sue troppe vittime, assieme alla paura “iniettata” nel profondo sociale di ogni comunità; le guerre continue e l’impressionante mercato nel settore delle armi; l’esodo ininterrotto di persone in cerca di una speranza e di un futuro smarriti; i danni irreparabili dell’inquinamento atmosferico; le morti silenziosi di un numero infinito di bambini ammalati e mal nutriti;  la bomba dell’Ilva. ma mi fermo qui!

Nonostante questa realtà devastante, sull’altro piatto della bilancia, si incomincia a mettere quanto necessita per cercare di ribaltare il peso che grava sulle spalle di un mondo in affanno. Si procede, almeno a parole, verso un rinnovamento dell’Europa; la lotta all’Isis ha fatto passi da gigante, ma non così sulla fame nel mondo e sul difficile peggioramento ambientale.

Si schiude uno spiraglio di  pace sulle aree di crisi siriane e libiche. Il segno “più” compare all’orizzonte dell’economia, anche se gracile e instabile, ma la morsa subita in questi ultimi anni di certo comincia ad allentarsi. La Chiesa, pur se attraversata da scosse interne, è stata al centro di un forte impulso sociale e spirituale, in grado di rianimare le membra spente di un corpo sociale asfittico e indebolito.

Il suo timoniere è forte e la nave non affonderà. È ritornata d’attualità la sua enciclica Laudato SI’. Il Santo Padre, risoluta guida rinnovatrice, ha richiamato in questo testo l’uomo alla regola fondamentale della custodia del creato, quale casa comune dell’Umanità. Sullo sfondo una ecologia integrale, capace di rallentare e di fermare un “saccheggio” della natura senza precedenti.

Un tempo di grazia per sollecitare l’Umanità a riprendere il cammino verso l’amore di Dio; a distaccare la propria vita dal peccato; a ricominciare nel perdono, mai negato a chi rinnova il suo patto di vera fede con il Signore, la costruzione di un mondo migliore.

foto madonna 3Qualsiasi tavolo istituzionale, di grandi o piccoli rappresentati politici ed economici, in nessun caso potrà avere l’effetto sperato di ristabilire la pace e l’equità sociale, se non saranno iscritti al primo rigo “dell’agenda quotidiana” le leggi universali della Parola evangelica.

Ordinamenti sapienziali consegnati ad ogni essere vivente per salvarsi, redimersi e contribuire alla realizzazione di un tempo di pace e di benessere comune. Se il mondo va male è perché spesso si vive in piena omissione del dettato celeste. Capisco quanto sia difficile superare le trappole di una società priva del vero Dio e manipolata a causa delle sue continue debolezze! Intuisco anche la facile corsa verso una felicità “inchiodata”, tutta intera, su una dimensione materiale della vita!

Così tuttavia non è più possibile continuare. In questi giorni di feste natalizie in molte parrocchie è tornata alla ribalta la figura della Madre di Gesù. Non vorrei che rimanesse solo una immagine temporanea, per poi finire nel cassetto delle cose dimenticate. La Santa Vergine, specie per chi crede, non può essere soltanto un nostalgico momento da rivivere nei momenti di difficoltà o di festa comandata.

Deve essere piuttosto un modello permanente di riferimento, in grado di guidare ognuno, dinnanzi alla “pattumiera” sociale, politica ed economica che spesso determina il nostro futuro. Il mondo intero, in ogni suo segmento, ha bisogno di un nuovo orizzonte indiviso nella Vergine Maria. La sua perfezione è insostituibile per arginare la deriva di un mondo sempre pronto a rispolverare i tanti vitelli d’oro, al centro del decadimento della realtà che circonda ogni cosa.

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