In Evidenza

Antonio Lombardi, il profeta laico…

Androne e balcone di casa Lombardi Lombardi studente a Roma 1919 Antonio LombardiLombardi, 20 anni, studente universitario 1918

Il 6 ottobre 2013 si è chiusa la fase diocesana della sua beatificazione.

Ricerca a cura di egidio chiarella su l’ora della calabria

In questo tempo incerto,  privo di una spiritualità cristiana matura ed ecclesiale e attraversato da una silente instabilità sociale, si rende necessario conoscere meglio i figli valorosi di questa nostra terra. Oggi scriveremo del servo di Dio, Antonio Lombardi, laico, filosofo e uomo di cultura. Una vita da buon cristiano che nelle sue opere quotidiane, consegnate alla storia della Calabria, riflette la  visione celeste e soprannaturale  della vita. Esempio per tutti noi!

 La biografia. Antonio Lombardi nacque a Catanzaro il 13 dicembre 1898. Di famiglia borghese, fu il terzogenito figlio di Nicola Lombardi. Il padre fu avvocato illustre, uomo politico, più volte parlamentare e membro di governo in epoca precedente e successiva all’era fascista. La formazione spirituale e culturale del padre era segnata dalle idee radicali – socialiste, di matrice massonica. La madre, Domenica Lombardi, dedita alla casa e ai figli, profondamente religiosa, fu una moglie fedele e una guida sicura e attenta per i suoi figli, Vincenzo, Adelaide, Antonio e Anna. Completati gli studi ginnasiali e liceali nella città di Catanzaro, presso il liceo classico Pasquale Galluppi, nel 1917 Antonio si trasferì a Roma per studiare giurisprudenza. La sua passione rimase però sempre per le materie letterarie e filosofiche. Appassionato lettore, si dedicò subito più allo studio e all’approfondimento del pensiero filosofico, che all’esercizio della professione forense.  L’esperienza della malattia, che lo afflisse duramente dal 1927 al 1929,  segnò profondamente la sua vita.

La conversione. Nel periodo della sua infermità il Lombardi maturò la conversione al cattolicesimo. Il suo ambiente famigliare era percorso da correnti contrastanti: il padre apparteneva alla massoneria, mentre la madre e le sorelle avevano un forte sentimento religioso. Proprio la testimonianza di vita pia e devota della madre Domenica e delle sorelle Adelaide e Anna, nonché la morte di Teresa Mussari, la ragazza che amava, avvenuta il 14 dicembre 1929, anch’essa profondamente religiosa, contribuirono non poco a stimolare e motivare la sua scelta di fede cattolica, dopo un lungo percorso culturale nel pensiero orientale indiano e cinese. Scrive la sorella Adelaide: “La sua conversione cominciò con la devozione alla Madonna, facendosi nel lontano mese di maggio del 1932 la comunione ogni giorno con una pratica di vita cristiana sempre più intensa. E, come si rileva dai suoi scritti, fu veramente pieno dello Spirito di Dio. Aveva avuto il dono del consiglio e a tutti indicava la buona e giusta via”.

I suoi scritti. Dal 2 gennaio 1930 al 22 gennaio 1934, il Lombardi scrisse un insieme di riflessioni speculative, datate e senza apparente ordine logico, che si possono definire “Il materialismo, l’evoluzionismo, le religioni. L’opera di circa 570 pagine da lui dattilografate è, in sintesi, una dissertazione sul tema di Dio divenuto l’oggetto principale di tutta la sua ricerca. Le sue capacità speculative e uno studio instancabile lo portarono a pubblicare, presso l’editore Bardi di Roma, due volumi: La critica delle metafisiche nel 1940 e La filosofia di Benedetto Croce nel 1946. Entrambe le opere sono da considerarsi dei veri e propri monumenti di speculazione filosofica. La critica delle metafisiche ebbe un largo seguito di apprezzamenti, testimoniati nelle numerose lettere conservate, trascritte nella relazione storica dell’Arcidiocesi di Catanzaro. La corrispondenza mostra come Lombardi fu al centro di una serie di profonde relazioni con i protagonisti della cultura filosofica della prima metà del ‘900. Tra questi corrispondenti ricordiamo solo Padre Agostino Gemelli, Carmelo Ottaviano, Nicola Petruzzellis, Padre Ernesto Bohem, l’orientalista Giusepe Tucci, e infine i catanzaresi Antonio Anile e Vito Giuseppe Galati. S’impegnò con partecipazione e amore nella sua missione cattolica e fu instancabile nello studio della diffusione del pensiero cristiano, contrapposto alle idee materialiste da una parte e all’idealismo crociano dall’altra. Fu, a tal scopo, collaboratore di prestigiose riviste filosofiche, come “Sophia”, “Rivista di filosofia neo-scolastica”, “Noesis”, “Asiatica”, “Studium”, “Rassegna di scienze filosofiche”.

La sua azione culturale e politica. Il suo impegno di studioso cattolico si andò conciliando con due altri aspetti centrali della sua esistenza. Il primo riguarda l’esigenza di comunicare agli altri, soprattutto ai giovani, la bellezza di una fede pensata e aperta al dialogo col mondo della cultura. Il secondo aspetto riguarda il suo forte impegno, da uomo di Dio, nel mondo sociale e politico. Nel chiaro interesse per i giovani è da ricondurre la sua corrispondenza con l’allora giovane seminarista Paolo Aiello e quella con Giovanni Mora, giovane studioso di filosofia residente a Varese, con cui manterrà una fitta corrispondenza fino alla sua morte. A entrambi Lombardi elargì, nel corso degli anni della loro formazione, consigli filosofici e spirituali. Questa opera di comunicazione della fede si allargò poi al pubblico più vasto, che seguì le numerose conferenze tenute da Lombardi  in diversi ambiti disciplinari, sia nel contesto cittadino, che in quello regionale. Riguardo invece il suo cammino sociale e politico bisogna ricordare che non volle seguire l’esempio del padre. Lombardi infatti decise di non candidarsi mai, né in ambito locale, né in ambito nazionale. Visse il suo impegno dedicandosi a un lavoro che incidesse in profondità nelle persone e creasse le premesse per la formazione di una coscienza politica nuova. Tra le altre iniziative volte a questo scopo collaborò nel secondo dopoguerra alla nascita della rivista l’Idea cristiana, la prima rivista calabrese di impegno politico dei cattolici a Catanzaro. Nel 1949 si fece promotore, insieme ad altri 13 amici, di un circolo di cultura denominato Studium, che si proponeva di riportare nei giovani l’amore della cultura e posare con essa la prima pietra di un grande edificio sociale, a sostegno dell’istruzione in tutto il meridione. Una nuova malattia lo porterà alla morte il 6 agosto 1950, a soli cinquantadue anni!

Uomo di speranza. Per temperamento e per formazione il comportamento dell’avvocato e scrittore Lombardi aveva i caratteri della mitezza, della amabilità e della signorilità. Il suo animo era romantico. Lo si nota dalle liriche composte nella sua giovinezza e dalle lettere indirizzate ai suoi genitori in diverse occasioni. Questa natura romantica lo aiutava a essere positivo nei suoi giudizi, pur nella tristissima esperienza del fascismo e della guerra. Il suo pensiero, pertanto, era una continua fucina di speranza. Nel pieno della guerra, quando tutto volgeva verso la catastrofe e Catanzaro era un ammasso di macerie, scrisse nel giornale L’Idea cristiana  un articolo sul nuovo anno 1944, in cui annuncia la speranza con le ali del poeta.  Hanno scritto di lui, Vito Giuseppe Galati, mons. Luigi Costanzo, Raffaele Gentile, S.E. Antonio Cantisani, don Armando Matteo e di recente il giovane giornalista Mariano Luigi Guzzo.

Il processo di canonizzazione e l’attesa di Catanzaro

Il 6 ottobre 1993, giorno della Dedicazione della Cattedrale di Catanzaro, solennità di San Bruno, l’arcivescovo Antonio Cantisani, oggi emerito, apriva il primo sinodo dell’arcidiocesi di Catanzaro- Squillace. Nel 1999, sempre il 6 ottobre, maturava uno dei frutti speciali del sinodo: l’avvio del processo di canonizzazione del Servo di Dio Antonio Lombardi. In quella stessa data Mons. Antonio Cantisani decideva di dedicare al filosofo catanzarese la rinata Biblioteca arcivescovile, che si propone di essere, tra l’altro, un centro di raccolta di documentazione e di studi sull’illustre cittadino. Il motto che campeggia sulla porta della biblioteca è: “Fides, nisi cogitatur, nulla est”, espressione mutuata dagli scritti di sant’Agostino. Il 6 Ottobre 2013 in cattedrale, durante l’inaugurazione del nuovo anno diocesano, viene chiuso l’iter della Chiesa locale che accompagna Antonio lombardi alla gloria dell’altare. La celebrazione eucaristica, presieduta dall’arcivescovo metropolita Vincenzo Bertolone, è preceduta dai saluti del vicario generale Mons. Raffaele Facciolo. Nell’importante appuntamento, Padre Pasquale Pitari, promotore di giustizia del tribunale ecclesiastico, illustra l’iter processuale della causa, definendo Lombardi come un “uomo sensibile conquistato da Dio”. La vita e le opere del Servo di Dio sono invece esposte dal postulatore don Franco Isabello, parroco del duomo nel capoluogo, dove riposano le sue spoglie mortali. Passano così al vaglio di Roma le “carte”, più di tremila pagine di documentazione, escluse le numerose pubblicazioni del stesso filosofo. Il 5 ottobre 2013, alla presenza di S.E. Bertolone, viene infine intitolata, al Servo di Dio, la sezione Fuci di Catanzaro, presidente Sebastian Ciaccio. La città nel frattempo attende speranzosa e gioiosa.

 

 

 

Inserisci un commento

Scroll To Top